martedì 29 novembre 2016

Ogni tanto.

Uno dei miei hobby preferiti, è raccogliere informazioni di merda.
Sono un assiduo frequentatore gruppi Facebook di esaltati vari, che spaziano dai grillismi esaltati, agli sciachimisti, i nazivegan o gli animalari, le mamme incinte psicolabili o gli annunci di lavoro che rasentano la schiavitù; a volte vado anche a leggere i post di Salvini con relativi commenti o pagine di persone di spettacolo o politica di eguale "caratura" morale. 

Lo faccio perché mi incuriosisce e mi diverte sinceramente la stupidità umana. Mi diverte leggere le bestialità che alcune menti illuminate possono partorire, così come mi diverte leggere notizie di cronaca assurde, casi umani, storie di drammatica stupidità e cose del genere. È un mio hobby, non certamente continuativo, ma che mi regala alcune soddisfazioni e tante, tantissime risate. Internet è un posto bellissimo, proprio perché mi permette di scegliere come passare il mio tempo libero e, sì, io ci sguazzo. È come se surfassi con una tavola lungo una serie di onde composte esclusivamente di escrementi. 

Ho una collezione sterminata di screen rubati a pagine, blog, gruppi Facebook che ritraggono la follia, la tristezza, deficenza delle persone, una cartella grande centinaia di mega che sta lì, al calduccio nel mio hard disk e che ogni tanto mi diverto a sfogliare o a passare in giro fra gli amici, così, per farci due risate. Perché gli abissi a cui arrivano certe persone, sono difficilmente descrivibili se non li si legge in prima persona.

Normalmente, ripeto, la cosa mi diverte un sacco; ci sono però dei giorni o dei periodi in cui vengo decisamente sovrastato dalla merda, in cui le persone riescono ad essere così abiette da togliermi completamente fiducia nel genere umano. Leggo certi status, certi commenti e penso che, davvero, l'unica soluzione sarebbe quella di estinguerci in massa. Io per esempio spero in una apocalisse zombie, giusto per dare quel tocco di imprevedibilità alla cosa.
Comunque, dicevo: ci sono quei periodi in cui solo a leggere un commento a un post di Salvini mi viene il mal di stomaco, mi urta in modo così profondo che devo spegnere il pc e fumare una sigaretta.
In quei momenti mi costringo a pensare a qualcosa di bello; la gente non può davvero essere tutta così, anche solo per una questione statistica. Solo che a volte è davvero difficile pensare che ci sia qualcosa di salvabile in noi.
E allora ripenso a una storia che una cara amica mi raccontò tempo fa, su suo padre, suo nonno e su di lei.

Suo padre, quando era giovane, decise che voleva a tutti i costi comprarsi una moto, una Morini. L'aveva sognata da tempo e quindi passò un'intera estate a lavorare da un benzinaio, per poter raggranellare i soldi necessari per coronare quel suo desiderio. Finita l'estate, comprò la moto, ma questo evidentemente non andò molto giù ai suoi genitori.
Un giorno, neanche dopo troppo tempo, complice la sua assenza, suo padre prese la moto e la vendette a un suo paesano, per poi usare i soldi per fare i suoi (e di sua moglie) porci comodi.
Posso solo immaginare cosa provò il padre della mia amica quando si rese conto di cos'era successo.
Passarono gli anni e poi i decenni e questa storia la raccontarono più di una volta a lei e a suo fratello che, una volta divenuti adulti decisero di fare il più bel gesto che possa immaginare: raggranellati un po' di soldi e, complice il fatto che il fratello per un po' aggiustava moto d'epoca per vivere, proprio lui iniziò la ricerca del famoso Morini che passò di mano in mano a svariate persone (anche perché in Italia, per molti anni, non era esistito un registro che scrivesse i passaggi di proprietà), per poi finire, smontato e mezzo arrugginito, nella cantina di un qualche nipote di uno dei vecchi proprietari. Grazie alle sue conoscenze, il fratello ci mise un intero anno a raccogliere tutti i pezzi di ricambio originali, partecipando a raduni, fiere e chi più ne ha, più ne metta ma, alla fine, riuscirono a rimetterlo a posto e a farlo tornare nuovo fiammante, per poi regalarlo al loro genitore per il compleanno.

Ecco, quando sono particolarmente sfiduciato, ripenso a questa storia e penso che, a volte, non sempre per carità, anche noi esseri umani siamo capaci di fare qualcosa di buono e disinteressato, qualcosa che ci fa alzare la mattina ci fa essere, non dico orgogliosi, no, ma quantomeno positivi quando ci guardiamo allo specchio; e non saranno certo i Salvini, i grillismi o gli animalari a cancellare quel poco di bontà che ancora si può stillare dalla gente.

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